Fighter - Stop me if you can!

Questo blog racchiude le pagine di diario scritte da Scarlett Martine Bynes, uno dei personaggi che interpreto nel gioco di blog Ordinary World. Tutto quello che leggerete in questo blog è frutto di fantasia, l'attrice usata per dare il volto a Scarlett è Scarlett Johansson ma naturalmente non ho alcun collegamento con lei.

Ordinary World

"Ordinary World" è un Gioco di Blog (GdB), ovvero un gioco di ruolo che si svolge su un blog.
Questo gioco ha tuttavia una particolarità: se solitamente nei giochi di blog si sceglie di interpretare un personaggio qui abbiamo voluto rendere la cosa un po' diversa.
Quando vi iscrivete lo farete con il nome di un appartamento del condominio "Wayland", in cui potrete far abitare quanti personaggi vorrete (sempre nei limiti del buon senso); quando scriverete i post sarete voi a decidere con quale dei vostri inquilini postare, a seconda di cosa dovete raccontare o di chi vi ispira di più in quel momento.

Wayland's Park

Wayland's Park è il nome di un'ala del più grande parco cittadino di New York: Central Park. Il condominio in cui si ambienta il gioco prende il nome proprio da questa ala del parco, poichè vi si affaccia esattamente davanti.
E' un edificio di 12 piani con quattro appartamenti ciascuno indicati con le lettere A-B-C-D.
Il condominio è dotato di piscina e palestra private, di garages e lavanderia al piano interrato, nonchè di una terrazza sul tetto accessibile a tutti i condomìni per feste o semplicemente per momenti di relax.

Scarlett Martine Bynes

Nome: Scarlett Martine
Cognome:  Bynes
Età:  27 anni
Data di Nascita: 5 maggio 1980
Luogo di Nascita: Albuquerque (New Mexico)
Occupazione:Avvocato Penal-Commercialista
Storia:  Scarlett nasce ad Albuquerque, città del New Mexico dalla famiglia Bynes. Walter Bynes, bisnonno della ragazza, è diventato ricco nella seconda metà dell’800 come petroliere, era un uomo rude e dedito al lavoro che ha tramandato questi valori anche al figlio Sam e al nipote  Alan, che si sono succeduti a capo della compagnia petrolifera  fondata con altri sei soci nel 1920.
Kimberly, la madre di Scarlett, è proprio la nipote di uno dei vecchi colleghi del bisnonno, ed è così che lei e Alan si sono conosciuti. Alan Bynes è morto per una grave malattia quando la figlia aveva solo dodici anni, la perdita subita ha cambiato radicalmente la moglie che si è chiusa in se stessa diventando una persona fredda e distaccata, quasi completamente disinteressata alla vita dei figli.
Scarlett è una ragazza che ha ereditato dal nonno il carattere forte e indipendente, nonchè la sua famosa testardaggine conosciuta da molti come il suo peggior difetto, e il suo miglior pregio; è spigliata e ironica, difficilmente si abbatte ma è molto ottimista e sempre pronta a rialzarsi in piedi dopo ogni caduta.
La sua famiglia si trasferì a New York nel 1984, quattro anni dopo la sua nascita, per lo spostamento della sede legale della Street Oil Company, la società gestita all'epoca del padre; il cambiamento è stato molto difficile per Scarlett che ha sempre amato gli spazi aperti e la calma di Albuquerque, la sua città natale, ma grazie al carattere espansivo è riuscita subito ad ambientarsi molto bene nella Grande Mela.
Amica di infanzia di Mike McDowell e di tutta la famiglia, li ha conosciuti al Courtry Club frequentato dalle due famiglie, che risiedevano dello stesso quartiere, Mike e Alex sono infatti tra le prime persone che lei abbia conosciuto; essendo coetanea di Mike hanno frequentato assieme tutto il percorso scolastico, college compreso, Scarlett è infatti laureata in legge ad Harvard. Considera i McDowell come la sua famiglia, sua madre infatti dopo la morte del padre non è mai stata molto presente, ed Eric il fratello di 9 anni più grande di lei è sempre stato in giro per il mondo, prima per il college poi per la professione esercitata, biologo marino. Ha vissuto per tre anni a San Francisco, facendo praticantato presso un grosso studio di penal - commercialisti da cui si è licenziata per divergenze con i soci fondatori.
Scarlett è una ragazza molto solare, loquace, senza peli sulla lingua, capace di andare d’accordo più o meno con tutti, difficilmente la si vede arrabbiata o di cattivo umore.
Testarda e cocciuta ottiene quasi sempre quello che vuole, soprattutto nel lavoro, in cui gode di una buona fama per la determinazione con cui affronta tutti i casi e le cause affidatele.

I suoi gusti...

Colore preferito: Bordeaux
Sport preferito: Nuoto
Film Preferiti: L'ultimo dei Mohicani, Nel Nome del Padre, Il mio piede sinistro, L'età dell'innocenza
Telefilm Preferito: Supernatural
Gruppi preferiti: AC/DC, Scorpions, Billy Idol, REM, Alice Cooper,
Canzoni preferite: Back in Black AC/DC, Wind of Change - Scorpions, Can't fight this feeling - REO Speddwagon.
Libri Preferiti: Lettera a un bambino mai nato - Oriana Fallaci, Follia - P.McGrath
Uomo dei sogni: Daniel Day-Lewis
Luogo preferito: il ranch dei nonni ad Albuquerque

Possiede

Portatile: TravelMate Serie C300 - [scheda]
Cellulare: BlackBerry Curve 8300 [scheda]
Lettore MP3: Ipod Shuffle [scheda]

Appartamento 4C

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La Famiglia


Alan Matthew Bynes - Padre (deceduto)
Nipote di un petroliere, figlio di un petroliere, Alan era soltanto questo un uomo di affari che discendeva da una famiglia di saldi principi che gli aveva insegnato a dare il meglio di sè e a lavorare sempre duto per ottenere il massimo. Morto di cancro a soli 50 anni era un uomo molto legato alla famiglia, soprattutto alla figlia che sembra essere la sua fotocopia, come carattere, atteggiamento e come forza di volontà in tutto quello che affronta.

Kimberly Walsh Bynes - Madre
Kimberly è una donna tutta d'un pezzo, una donna che si è sempre data da fare per la propria famiglia, lavorando al fianco del padre, prima, e del marito, poi. Dopo la morte del marito ha subito un brutto tracollo che l'ha portata alla depressione e alla chiusura in se stessa. Ha iniziato a darsi alla bella vita con la scusa di non pensare ad Alan ed ha finito con il farsi trascinare dalla mondanità in maniera sempre più esponenziale. Ha frequentato numerosi uomini e si è riposata tre volte negli ultimi dieci anni. Non ha un buon rapporto con nessuno dei due figli, e passano anche mesi senza che si sentano o si vedano.

Eric Daniel Bynes - Fratello maggiore
Eric è un vero e proprio spirito libero, laureato in biologia marina, passa 11 mesi su 12 in mare aperto a fare ricerca, e il 90% della sua giornata è spesa sott'acqua con maschera e respiratore.
E' un tipo molto alla mano, capace di adattarsi a tutto e di ambientarsi in ogni situazione; riservato ma molto loquace ha un rapporto abbastanza distaccato con la sorella, avendola quasi abbandonata con la madre per trasferirsi al college subito dopo la morte del padre. Single per scelta, dice di aver sposato il mare, e di non essere pronto a farsi incatenare con i piedi sulla terra ferma da nessuna.

Links

Appartamento 4A
- Eve Philips
- Amanda Philips
- Kathleen Philips

Appartamento 7A
- Brian 'Synyster' Foster
- Zachary Badley
- Frank Nowell

Appartamento 7D
- Peter Harnett
- Jane Holsen
- Melanie Caine
- Pete e Malanie

Appartamento 9D
- Alexandra Collins

Appartamento 11D
- Samuel Townsend

Appartamento 12A
- Blaine Foley
- Ian Foley

Appartamento 12B
- Johnathan Lewis

Appartamento 12C
- Keira Bailey
- Jake Bailey
- Chris Marshall

Appartamento 12D
- Antea Calliope McDowell
- Mike McDowell
- Alexander Christian McDowell
- Amber McCartey

La compagnia
- In Good Company

Credits

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Immagini: Sweet and Talented
Icons: Scarlett Johansson Icons

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marzo 2008

I'll be there for you

[17 gennaio 2008]
“Scar!” la voce di Alex tuona alle mie spalle, facendomi quasi andare di traverso la birra ghiacciata che mi sto gustando davanti a una puntata di Dexter.
Giro la testa molto lentamente con un sorrisone rivolto verso di lui che mi fissa con quel suo solito cipiglio indispettito.
“Quale parte della scritta ‘NON TOCCARE’ che troneggiava su quella birra non ti è chiara?” esclama mentre vedo Eve entrare in casa e la saluto con un cenno della mano.
“Beh se proprio vogliamo dirla tutta chi cavolo mette un post it su ogni singola bottiglia presente in frigo con scritto NON TOCCARE? Cioè almeno avresti potuto usare un po’ di fantasia e scrivere CHI TOCCA MUORE, oppure BEVIMI E TI UCCIDO. Alla lunga scrivendo sempre la stessa cosa la minaccia perde di aggressività!” spiego incrociando le gambe sul divano mentre Eve si mette a ridere e sento chiaramente anche la risata di Mike che sta scendendo le scale con un asciugamano sulle spalle dopo essersi fatto la doccia.
“Tu!” esclama Alex indicando suo fratello “Tu l’hai portata in questa casa!” ripete.
“Però ho fatto la crostata stamattina…” lo interrompo e subito Alex mi guarda con aria meno truce “E se volete fermarvi a cena potrete provare le mie fantastiche lasagne…”continuo.
“E questa volta non sono quelle surgelate…” borbotta Mike chesi è appena seduto dietro di me ricevendo in risposta una gomitata sulle costole, diretta e ben assestata come sempre.
“Siamo fuori a cena, grazie!” risponde Eve avvicinandosi ad Alex che le passa un braccio attorno all vita, anche se sembra impossibile che qualcuno sia davvero perfetto per lui lei lo è sul serio; certo non sono sicurissima di starle così simpatica, o meglio, non sembra apprezzare le mie eccessive espansività verso il maggiore dei due fratelli McDowell, ma credo che le ci vorrà ben poco per capire che il mio interesse verso Alex è pari a quello di Brad Pitt nei miei confronti.
“Dove andate?” chiedo bevendo un sorso di birra, LA birra di Alex.
“Non dirglielo!” esclama Alex rivolto a Eve, mentre sia io che Mike gli facciamo il verso.
“Guarda che non vengo mica a interrompere la vostra cenetta romantica…” puntualizzo serafica.
“L’hai già fatto…” mi dice lui.
“Sì ma con quella zoccola di Sharon, non meritava una cena romantica, Eve invece se la merita quindi io e Mike ce ne stiamo qui buoni, buonini…” dico alzandomi in piedi e stiracchiandomi.
“Tu non dirglielo comunque…” ripete Alex più a bassa voce.
“Malfidato!” esclamiamo io e Mike.
“Comunque vado a farmi la doccia…” dico poi “Buona cena!” continuo ridacchiando e, passandogli vicino, tiro una gomitata ad Alex che inizia a borbottare come la vecchia teiera che è.

 “Ok, basta! Sorridiiiii!” esclaml smontando dalla macchina e piazzandomi davanti a Mike mentre gli metto le mani sul viso obbligandolo a far finta di sorridere e lui scoppia proprio a ridere.
“Scar sto bene, sul serio!” mi risponde e io sbuffo mentre camminiamo per il garage.
“No, non stai bene! Ti ho chiesto di portarmi al cinema a vedere ’27 Dresses’, ok? Una commedia romantica senza senso sul matrimonio e tu non hai fatto una piega! Non ti sei ribellato nè tanto meno ti sei chiesto perchè io ti abbia proposto di vedere una simile cazzata! No, non stai bene per niente Killer!” esclamo mentre saliamo le scale per arrivare all’ingresso del palazzo e lui sbuffa scuotendo la testa.
“Non ti stavo ascoltando” sorride andando un attimo dal portiere a controllare se c’è posta.
E credetemi una cosa del genere detta da lui è strana, molto strana, troppo strana.
Non che abbia la presunzione di pensare che Mike ascolta sempre tutto quello che dico, penso che nemmeno io sono in grado di stare dietro a quello che esce dalla mia stessa bocca, ma non è da lui ammetterlo così, senza battute ironiche sul fatto che un film del genere potrei andare a vederlo con il mio ragazzo se ne avessi uno, cioè se ci fosse qualcuno in grado di sopportarmi.
E invece no, se ne sta lì in portineria con la faccia da cane bastonato a pensare a quella sgualdrina da quattro soldi... Si parla del diavolo...
Il portone del palazzo si apre ed eccola entrare: Keira.
Butto gli occhi al cielo perchè di tutti i fighi e gli psicopatici che abitano in questo condominio proprio lei è dovuta entrare, come una meldizione, una piaga, un’epidemia: la butto nella tromba dell’ascensore e la schiaccio premendo ripetutamente il seminterrato...
“Mike!” esclama andandogli subito incontro mentre lui si gira con un’espressione a metà tra il ferito e l’esasperato.
“Sono giorni che ti telefono” riprende a dire mettendogli una mano sul braccio.
“Sì me n’ero accorto e cercavo di evitarti” risponde lui tenendo  lo sguardo basso sulle buste che ha in mano.
“Mike dobbiamo...” inizia a ribattere lei ma non ho intenzione di stare lì a non far niente e così mi avvicino a loro.
“Killer c’è qualcosa per me?” dico intromettendomi senza tanti preamboli nella conversazione, che forse è più un monologi di quella che un vero dialogo.
“Niente multa neanche oggi, sei fortunata Psyco!” mi sorride e per un secondo riusciamo a ignorarla.
“Usciamo a cena stasera?” sbotta Keira facendo finta che io non esista.
“Siamo impegnati!” rispondo io prendendo Mike sottobraccio “Oggi, domani, dopodomani, il mese prossimo, l’anno prossimo e anche il resto della nostra vita grazie!” sorrido mentre lo trascino verso l’ascensore infilandomici dentro, girandomi appena per vedere lei che ci fissa con gli occhi sgranati.
Mike è troppo buono, e forse ancora vagamente innamorato, se lo lascio da solo va a finire che cede e non ho intenzione di lasciarglielo fare; se pensassi che potrebbe fargli bene gli lascerei fare quello che vuole, ma lo conosco, so che sarebbe come lanciarlo di peso sotto uno schiacciasassi farlo uscire con lei, e io sono qui per farlo stare bene non per spingerlo al suicidio.
Si appoggia indietro contro la parete dell’ascensore e chiude gli occhi mentre gli passo le braccia attorno alla vita e lo abbraccio dandogli un bacio sul collo “Killer, su con la vita!” sorrido.
“Grazie...” dice stringendomi “...come farei senza di te?” scherza mentre alzo la testa per guardarlo.
“Probabilmente saresti al terzo matrimonio con sgualdrine senza senso che puntavano solo ai tuoi soldi!” dico convinta.
“E invece grazie al tuo provvidenziale intervento sono ancora solo come un cane! Grazie sul serio!” mi prende in giro mentre usciamo sul pianerottolo ed entriamo in casa.
“Ti va se sento Donna? Lei e Paul volevano uscire stasera, magari ci sono anche gli altri dello studio, ci facciamo una serata fuori, tranquilla ma non troppo?” propongo appoggiando un paio di sacchetti a terra.
“Non so Scar, sono un po’...” inizia a dire lui.
“...non dire che sei stanco! Non puoi essere più rompipalle di tuo fratello! Su, un po’ di vita McDowell! Usciamo a rimorchiare! Diamoci una botta di vita non pensare a quella... dai!!!!” lo incito tirandolo per un braccio.
“Scar...” sorride scuotendo la testa.
“TI prego ti prego ti prego fallo per me!” dico sgranando gli occhi “Paul il tuo collega è un figo assurdo!” scherzo e lui mi manda a quel paese iniziando a camminare verso il reparto notte.
“E’ un sì?” chiedo io e la sua testa sbuca dal corridoio.
“Perchè avresti accettato un no come risposta?” chiede ironico mentre scuoto la testa e compongo sul cellulare il numero di Donna.

[18 gennaio 2008]
Busso allo studio di Alex, la segretaria mi ha detto che era dentro con la sua ragazza, e quando l’ha detto aveva un tono da megera invidiosa, spero di non disturbare, ma prima di bussare mi sono accertata di sentire delle voci e non altri... beh rumori...
“Avanti!” la voce del maggiore dei McDowell mi invita ad entrare e così faccio; lui è seduto alla scrivania Eve appoggiata al tavolo davanti a lui e mi dà le spalle.
“Ciao Scarlett!” mi saluta con un sorriso.
“Hey, ciao! Disturbo?” chiedo, stupendomi io stessa di tutta questa educazione, ma dopotutto non si tratta solo dell’orso ma anche della sua ragazza quindi ci sta.
“Sì!” esclama Alex.
“No!” interviene ridendo Eve.
“Prendo per buona la tua, ok?” dico rivolegendomi a lei “Per lui disturbo sempre!” rido.
“Che c’è?” chiede lui guardandomi con la testa inclinata e io sospiro.
“Mi chiedevo se tu fossi libero... tipo per pranzo perchè vorrei parlarti... di tuo fratello...” dico incrociando le braccia al petto.
“Di Mike?” chiede lui vagamente stupito.
“C’è qualcosa che non va?” si informa Eve preoccupata.
“No!” mi affretto a dire “Cioè sì!” dico poi “Quella zoccola l’ha ridotto a un vegetale Alex! Ma l’hai visto? Non so più cosa fare...!” esclamo esasperata, vedere Mike così ammetto che mi spiazza, non era mai stato così depresso... beh a parte quella volta che Adriana Lima aveva annunciato il suo fidanzamento ma non credo conti.
“Dai andiamo a pranzo...” dice Alex alzandosi dalla sedia.
“Vieni?” chiedo rivolta a Eve, non è un problema se viene, conosce Mike e poi non è un gran segreto che quell’idiota è a pezzi.
“No, devo andare da Nigel e finire due cose, grazie!” sorride e si sporge per dare un bacio ad Alex, maledizione che carini che sono.
“Ciao!” la saluto mentre esce e poi mi giro verso di lui che si sta infilando il cappotto.
“Sei perso o sbaglio?” ridacchio mentre lui mi incenerisce con lo sguardo ignorandomi e camminando per il corridoio.
“Summer vado a pranzo” dice alla segretaria che lo guarda adorante.
“E dai rospo ammettilo, sei innamorato...” dico io e mi rivolgo anche io alla segretaria “...vero che è innamorato?” chiedo e lei mi guarda allibita mentre Alex mi tira per un braccio dentro l’ascensore.
“Piantala!” sbotta.
“Solo se lo ammetti!” lo provoco.
“No!” sbotta lui.
“Ok, allora lo chiedo anche al portiere, al barista che ti conosce, al cameriere, a tutti i tuoi colleghi...” inizio ad elencare, sperando che mi fermi per non dover andare a parare alla signora che pulisce i bagni...
“Scar!” continua lui quasi infuriato.
“Perchè è così difficile ammetterlo?” lo prendo in giro, deve sempre fare il burbero, anche se non lo è.
“Mi piace, cosa vuoi che ti dica?” mi risponde, conscio del fatto che se non mi accontenta vado davvero da tutti quelli che conosce “Ci ho perso la testa? Sì! Sono innamorato? Beh, se permetti preferirei che lo sapesse prima lei di te...” continua senza guardarmi e io cerco di reprimere un sorriso.
Non diteglielo, ok? Gli voglio bene e vederlo così è quanto di meglio possa sperare per lui...
“Dai muoviti, ho fame!” gli dico prendendolo sottobraccio e appoggiando la testa sulla spalla mentre lo sento borbottare e ridere dandomi un bacio sulla testa.
“Forse ti inventerei Bynes se tu non esistessi, e bada bene che ho detto forse!” scherza mentre usciamo dal palazzo.
Ci sediamo al ristorante e ordiniamo con calma, prima di iniziare a parlare.
“Lo vedi davvero così male?” mi chiede bevendo un sorso di vino e io annuisco.
“E’ come se questa volta si fosse imposto di non reagire... di stare lì a fare l’idiota!” rispondo mangiando un pezzo di pane.
“Non lo credevo così innamorato di Keira... Sì, che gli piacesse parecchio era ovvio... ma così...?” dice forse più rivolto a se stesso che a me.
“Esatto, mi aveva parlato di lei e...” sospiro “Avrei dovuto esserci, venire ai primi problemi se ci fossi stata subito...”
“...hey ...hey non iniziamo con la storia di Super Scar che si prende tutte le colpe del mondo quando i McDowell stanno male!” sorride, sa che loro me li prendo troppo a cuore, lui, Mike e Ant in particolare “E’ grande e grosso e si tirerà su, vedrà che quella era solo una stronza e andrà avanti, e poi ci sei tu, ci sono io, gli altri amici, non fare la questione più grossa di quello che è!” mi rassicura.
“Già, ma non mi piace vederlo così” scherzò “Tipo zombie, ieri ho provato a buttarlo tra le braccia di una barista tettona e niente!” continuo “Perchè non gli presenti la tua segretaria? E’ carina e magari la smette di sbavare dietro a te, anche perchè se non la smette la licenzio, Eve mi piace troppo!” inizio a dire minacciandolo con un maccherone che ho appena infilzato con la forchetta.
“Summer non è un problema nè per me, nè per Eve credimi...” scoppia a ridere tagliando il filetto “...ci prova da quando l’ho assunta ma... non c’è storia direi...” continua “Magari la presento a Mike sul serio, non è male la ragazza, sai?”
“Immagino che tu non l’abbia scelta solo per le tette, o almeno lo spero, quindi un po’ di cervello può anche averlo, no?” scherzo io mentre lui mi guarda male.
“Comunque io mi impegno a tirarlo su quel cretino di tuo fratello, ok? Fosse l’ultima cosa che faccio tempo due mesi sarà più felice di prima! Anche meno!” dico risoluta.
“Oh mi fido, se c’è qualcuno che ce la può fare quella sei tu!” ride e io annuisco convinta: ce la farò, ce la farò eccome!

So no one told you life was gonna be this way
Your jobs a joke, you're broke, your love life's D.O.A.
It's like you're always stuck in second gear
And it hasn't been your day, your week, your month, or even your year
but..
I'll be there for you
When the rain starts to pour
I'll be there for you
Like I've been there before
I'll be there for you
'Cuz you're there for me too..

Scarlett